Racconto teatrale con musica dal vivo.
Giorni della memoria.
A cura di Sillabe.
Descrizione
"Avere vent'anni a Torino nel 1952 significa ballare alle feste dove suona un grammofono mentre fuori è ancora giorno, scimmiottare la noia degli esistenzialisti, scoprire l'America, fumare le Nazionali. Avere vent'anni a Torino nel 1952 significa riappacificarsi con il mondo dopo la paura della guerra, attardarsi nei caffè dopo i bombardamenti, rincorrere il superfluo dopo le privazioni e il dolore. Ma per Daniel Avigdor, ebreo, avere vent'anni a Torino nel 1952 significa anche conoscere l'angoscia dei sopravvissuti che inseguono risposte inaccessibili mentre, come recita il detto ebraico, Dio ride. Quel pomeriggio Daniel deve procurarsi una medicina perché il padre, il vecchio Leone Avigdor, un tempo temuto e inaccessibile come un dio, é fin di vita. Occorre fare in fretta, dunque, la farmacia abituale é chiusa. Eppure Daniel sceglie di perdersi per le strade della sua città, tra i ricordi, il presente e la vaga impressione del domani che scorre nel sangue di un ventenne in un magnifico giorno di primavera. Una anti-ricerca che guida il protagonista lungo un itinerario apparentemente casuale di incontri e pensieri…"
Un racconto accompagnato dalle note del pianoforte di Sergio Di Gennaro e del violino di Mayumi Suzuki.
Cast
Fabio Castello e Giorgia Goldini – attori
Al pianoforte Sergio Di Gennaro.

















